“La Siria ieri e oggi: la ricerca archeologica nel Vicino Oriente e il dramma attuale”

Archeologia in giallo: Agatha Christie e la ricerca archeologica nel Vicino Oriente
con Tatiana Pedrazzi, ricercatrice del CNR e docente di Archeologia e storia dell’arte del Vicino Oriente antico presso l’Università dell’Insubria di Como.

Una delle scrittrici più lette ed amate del Novecento, Agatha Christie Mallowan, è molto famosa per i suoi entusiasmanti gialli, ma è assai meno nota per i suoi trascorsi da appassionata di archeologia. Per ben 30 anni della sua vita (tra il 1930 e il 1960), Agatha trascorse lunghi periodi partecipando agli scavi archeologici del marito, in Iraq e in Siria, innamorandosi del Vicino Oriente, della gente, dei luoghi, degli usi e dei costumi, e appassionandosi al metodo di ricerca impiegato dagli archeologi. La scrittrice ha conservato molte memorie di queste entusiasmanti esperienze sul campo.
Qual è dunque il contributo che la più famosa scrittrice di romanzi gialli del Novecento diede (pur da semplice appassionata) all’archeologia della Mesopotamia? Quanto e come furono influenzati i suoi romanzi (le vicende, i personaggi, le ambientazioni) dalla conoscenza diretta del Vicino Oriente e dalle esperienze di vita nelle missioni archeologiche?
A queste domande risponderemo seguendo le parole e i racconti della scrittrice e ripercorrendo alcune tappe delle sue avventure archeologiche a fianco del marito, il famoso archeologo britannico Max Mallowan.